DAL JITSU AL DO

LE ORIGINI
STORIA DEL GIAPPONE
DIFFUSIONE BUDDISMO
I SAMURAI
I RONIN
DAL JITSU AL DO
STORIA DEL JU JITSU
STORIA DEL JUDO
 

La scuola di Arti Marziali prende il  nome di Dojo e deriva dal Sanscrito “bodhimanda”, che  significa “luogo in cui si raggiunge l’illuminazione”. In origine prima dell’istituzionalizzazione  delle scuole delle arti marziali, con ogni probabilità l’insegnamento  era trasmesso  all’interno della famiglia. La prima scuola di scherma di cui  si ha notizia in Giappone è del 1350, ma ve ne erano sicuramente anche  precedenti.
Queste si basavano sull’insegnamento di colpi, che il maestro aveva appreso direttamente in battaglia, eseguite si con armi vere ma dati a vuoto secondo la formula chiamata Kata La vera  fioritura delle scuole si ebbe però, in epoca Tkugawa ( XVII secolo), periodo in cui l’arte della spada raggiunse il suo apice.
Ognuna di queste scuole chiamate Ryu aveva un proprio metodo, con caratteristiche tecniche peculiari che le distinguevano dalle altre:parte di tali tecniche erano segrete, e non potevano essere diffuse fuori della scuola.
L’insegnamento era , quindi suddiviso in tecniche comuni a tutte le scuole, dette omote e in tecniche segrete , le okuden specifiche per ogni singolo Ryu. Tale distinzione è tuttora presente nelle moderne arti marziali.
E’ così nel Judo, nel Karate e nell’Aikido, in queste discipline si passa alla fase okuden solo dopo il raggiungimento della cintura nera.  Quanto all’uso delle cinture di diverso colore, sembra fosse già in  voga nei Ryu dell’epoca Tokugawa e che, come ora, riguardasse le fasi dell’apprendimento  omote. Nelle arti marziali moderne, dopo la cintura nera, i gradi di apprendimento vengono segnalati con la parola dan, secondo un sistema di gradi che va dal primo  al decimo dan ( grado più alto ). I Ryu erano scuole istituite dai clan  stessi per l’addestramento dei propri samurai, ma vi erano anche i Ryu privati, a cui potevano accedere semplici cittadini.
Generalmente nel Ryu non si insegnavano  tutte le arti marziali, ma solo l’uso di un tipo di arma. E’ in quest’epoca che vennero introdotti i kata da eseguire in coppia, e l’impegno della spada di legno (detta bokken) per la simulazione dei combattimenti.
Figura centrale del Dojo era il sensei (il caposcuola), che si richiamava tanto alla figura dello shogun che a quelle del padre di famiglia. Fra i compiti del sensei, oltre all’insegnamento, c’era quello di inventare nuove tecniche e nuove strategie, dal momento che l’insegnamento prevedeva capacità che prescindevano dal fatto di essere un buon samurai, i sensei erano tenuti in grande considerazione dai clan, e la loro posizione sociale era paragonabile a quella del signore.

 

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