I RONIN

LE ORIGINI
STORIA DEL GIAPPONE
DIFFUSIONE BUDDISMO
I SAMURAI
I RONIN
DAL JITSU AL DO
STORIA DEL JU JITSU
STORIA DEL JUDO
 

La filosofia  del Giri (l’obbligo del guerriero nel confronto  del proprio signore) cominciò a decadere in epoca Tokugawa, soprattutto ad opera di samurai detti ronin (uomini onda), che rimasti senza signore a seguito dello smantellamento di molti clan divennero guerrieri erranti.  ronin1E’ indubbio che i ronin abbiano contribuito notevolmente all’evoluzione del bujitsu (tecniche di combattimento), proprio perle condizioni di incertezza che dovevano affrontare. Costoro svilupparono ed affinarono le tecniche facendo delle arti marziali una regola di vita.

Così, proprio perchè guerrieri erranti, diffusero le tecniche, contribuendo allo sviluppo delle arti marziali come oggi le conosciamo, perchè cominciarono a farsi pagare dai privati in cambio dell’insegnamento delle loro tecniche. il ronin, nella fantasia popolare, impersonificava le doti di abilità e perfezione nell’arte del combattimento, oltre  che qualità morali del vero guerriero. La pratica delle arti marziali diventava così una via a sé, non più solo finalizzata al dovere verso il proprio signore.
ronin2Nell’epoca Tokugawa il duello aveva pian piano sostituito lo scontro in battaglia; tuttavia la pratica delle singolari tentazioni venne scoraggiata al di fuori del Dojo, tanto che il duello finì per essere ritualizzato, divenne uno scontro di abilità, in cui la vita dei contendenti non era più messa in pericolo. Fine del bujitsu non era più l’uccisione dell’avversario. furono introdotte armature ed armi smussate, protezioni e regole di combattimento di tipo “sportivo”. Il jitsu, da tecnica  per uccidere, andava trasformandosi in in do, cioè nella “via”.
Il concetto del – do che ha radici nella cultura buddista,  e prima ancora in quella taoista – indica un percorso interiore che permette il raggiungimento di una consapevolezza di sé attraverso l’armonizzazione tra il corpo e la mente, per mezzo di un severo allenamento marziale. La pratica delle arti marziali diviene allora interesse per il  movimento estetico e ricerca delle possibilità del corpo.

Nasce così il budo (via del guerriero) colui che  pratica una specifica tecnica marziale tende a conseguire una superiore consapevolezza di sé, che gli permette nella vita reale di abbandonare ogni atteggiamento violento e di dedicarsi al miglioramento della società. Il distacco del budo dalla necessità della guerra, intesa in senso professionale, permette di allargare il numero dei possibili praticanti, fino a renderlo una disciplina popolare.

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