STORIA DEL JUDO

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STORIA DEL JU JITSU
STORIA DEL JUDO
 

Il Judo è un Arte  Marziale abbastanza recente che trae le sue origini dalla millenaria esperienza del ju-jutsu, il tradizionale metodo giapponese di lotta senza armi. Ideatore e fondatore del Judo Kodokan fu il professor Jigoro Kano; spesso indicato con il termine “Shihan” che vuol dire Grande Maestro.kano03

Il Professor Jigoro Kano nacque, da una famiglia di mercanti, discendenti da un modesto clan di samurai, il 28 Ottobre 1860 nella piccola città costiera di Mikage, vicino a Kobe, fù il terzo di cinque figli. Erano gli ultimi anni del periodo TOKUCAWA che era iniziato nell’anno 1600 con la vittoria di Tokugawa Ieyasu a Sekigahara e che aveva riunificato il Giappone da intestine guerre feudali, ma chiudendolo al mondo esterno.

Ciò era dovuto al grande potere che aveva lo Shogun in pratica “Il Generalissimo” il Reggente del potere in nome dell’imperatore, che per circa duecento anni aveva governato passando questo potere di padre in figlio come un’eredità divina. Questo sistema di governo aveva portato,  prosperità e benessere ed immenso potere alla casta dei samurai guerrieri fedeli allo Shogun, con una ferrea disciplina ed un codice d’onore ” il Bushido. “

In quegli anni il Giappone fù testimone di numerosi cambiamenti rivoluzionari, la fine dello Shogunato (sistema feudale) nel 1868, Tokucawa e i regolamenti imperiali furono restaurati e i pieni poteri tornarono all’Imperatore e Tokyo divenne la capitale del Giappone.

Con la fine del sistema feudale, la nazione si avviò verso una nuova era e la voglia di cambiamento di assorbire nuove conoscenze dalle culture occidentali era talmente forte che si respingeva la propria e le istituzioni tradizionali. Ebbe così inizio il periodo MEIJI, i samurai persero i loro privilegi e fù loro anche proibito nel 1871 con un decreto Imperiale l’uso della spada, iniziava il così detto periodo di occidentalizzazione e di modernizzazione del Giappone.

Tutto questo segnò un rapido declino delle Arti Marziali ed il Ju Jitsu non ne fece eccezione: diverse scuole prive del sostegno dei ricchi clan, cominciarono a decadere e furono li per li per scomparire del tutto in quanto erano viste come retaggio di vecchi e sorpassati simboli legati ai vecchi signori della guerra.

Jigoro Kano, giovane ed intelligente, cresciuto in questi anni di radicali cambiamenti, con un fisico debole e gracile, troppo fiero per sottomettersi alle prepotenze ed alla brutalità dei compagni, avendo sentito parlare del Ju Jitsu, metodo con il quale un debole poteva battere un avversario più forte di lui decise di imparalo e ne iniziò lo studio.

Rintracciò alcuni maestri di Arti Marziali e si applicò con grande impegno allo studio dei metodi di lotta diventando in breve tempo padrone di diversi stili di Ju-Jutsu. Ebbe i primi rudimenti dell’arte dal maestro Yagi Teinosuke, amico di famiglia, poi studiò presso il maestro Fukuda Hachinosuke della scuola Tenshin–shin’ yo-ryu, quindi presso Ikubo Tsunetoshi di Kito-ryu ed infine frequentò le scuole Seigo–ryu e Sekiguchi–ryu.

Apprese quindi dalle varie scuole una notevole esperienza nell’Arte della difesa e dell’attacco. Terminati gli studi Universitari nel 1881, inizio ad insegnare lettere presso la prestigiosa scuola di Gakushuin, ” Scuola dei Pari” di cui sarebbe poi diventato direttore e che gli avrebbe permesso accesso, ad importanti centri di potere.

Nel 1882 il governo giapponese stabilì alcuni principi secondo  cui l’educazione pubblica doveva:
– Formare, attraverso l’esercizio fisico, una sana e robusta costituzione
– Colmare il cuore degli studenti di amore e lealtà verso la patria e l’imperatore
– Istruire
– Imprimere la forza di carattere necessaria agli uomini d’armi.

Jigoro Kano si rese conto delle immense potenzialità e della ricchezza culturale di quest’arte stava scomparendo e si adoperò per trasformarla in modo che potesse essere praticata anche in una società moderna.

Egli selezionò le tecniche principali e più efficaci delle varie scuole, eliminando quelle inutilmente pericolose, integrandole con altre di propria invenzione, sempre sfruttando il principio del “JU” cioè utilizzare l’azione, la forza dell’avversario a proprio vantaggio.

Dalla scuola di Kito–ryu prese molte tecniche di koshi–waza e l’idea del randori, da tenshin-shin’yo-ryu selezionò delle di katame–waza e di atemi–waza, da Seigo-ryu elaborò l’ashi-waza.Creò in questo modo una nuova disciplina che non era adatta solamente  ai guerrieri ma, pur essendo estremamente efficace,  poteva essere praticata da chiunque senza pericolo.

Chiamò questa nuova arte "JUDO" conservando il termine 
Kanji JU

Kanji JU

L’ideogramma JU ereditato dal Ju-Jutsu, esprime la metodologia tecnica di base: per difendersi, occorre sfruttare a proprio vantaggio il movimento dell’avversario che esprime i principi dinamici della tecnica.

     

Kanji DO

Kanji DO

L’ideogramma DO rappresenta un allievo che percorre la sua strada sotto lo sguardo vigile dell’insegnante, quindi non solo un sistema di lotta ma un metodo educativo, di crescita interiore e disciplina mentale.

   

 

Il collaborare con tutti, il rispetto reciproco, aiutare i più deboli, il sopportare pazientemente i piccoli disagi quotidiani, via, cammino, per sottolineare l’aspetto fisiologico dell’arte marziale, la via che l’allievo deve percorrere per migliorarsi sotto la guida del suo maestro.

Nel 1882 all’età di ventitre anni fondò la prima scuola chiamata Kodokan, ed iniziò ad insegnare il proprio metodo chiamato JUDO invece che Ju Jitsu, il suo Dojo ( sala di pratica ) misurava solo 12 tatami con una superficie di soli 24 metri quadrati circa, in quel primo anno i suoi allievi furono solo nove in tutto. Spinto da zelo ed inesorabile energia, continuò a cercare i segreti delle altre scuole ed a migliorare il proprio metodo, non risparmiandosi la fatica di visitare i più famosi maestri e di studiare i vecchi densho (manoscritti) fino a raggiungere una fama sin ad allora sconosciuta nel regno del Ju Jitsu.

Infine, nel 1886, conquistò incontestabilmente la supremazia. A quel tempo, con lo stabilizzarsi delle condizioni sociali nel paese le vecchie scuole di Ju Jitsu tornarono gradatamente a rifiorire.

La Direzione della Polizia metropolitana di Tokyio nella persona dei suoi amministratori, mostrò un grande interesse al ritorno del Ju Jitsu, e del Kenjitsu (scherma giapponese) e di altre forme di pratiche marziali. Il Judo Kodokan era al centro dell’attenzione pubblica; tutti ne lodavano i principi i propositi e gli elevati ideali, ma nutrivano dubbi e sospetti sulla efficacia del combattimento. In particolare era disprezzato dai praticanti del vecchio Ju Jitsu, come per esempio il vecchio e famosissimo Hikosuke Totsuka, che aveva molti seguaci.

Naturalmente questa situazione era causa di un’aperta rivalità tra la scuola di Totsuka ed il Kodokan. Nel  1886, sotto gli auspici del capo della polizia metropolitana, fù indetto un grande torneo tra le due scuole; era una battaglia decisiva. la sconfitta sarebbe stata fatale al Kodokan.

Ma il Il Kodokan vinse tutti i combattimenti, tranne due terminati in parità, in questa gara in cui ciascuna scuola era rappresentata da 15 uomini scelti. La brillante vittoria stabilì definitivamente la supremazia del Judo Kodokan sulle altre scuole di Ju Jitsu, non solamente nei principi, ma anche nella tecnica. Da quell’avvenimento fino ad oggi, molte cose notevoli potrebbero essere ricordate che segnano date importanti nello sviluppo del Judo, ma non vogliamo dilungarci troppo.

In seguito il Kodokan di Tokyo  divenne un’organizzazione di respiro mondiale, punto di riferimento per tutti i Judoka. il Professor Kano divenuto un importante funzionario governativo si adoperò per far sì che anche l’aspetto sportivo del Judo  venisse riconosciuto. Purtroppo questo sogno si realizzò solo nel 1964 ventisei anni dopo la sua morte quando al Judo unica fra le Arti Marziali fu riconosciuta la dignità olimpica. Non meno importante fu la venuta in Europa di importanti maestri giapponesi, allievi diretti di Jigoro Kano, che diedero ulteriore impulso allo sviluppo del judo, tra cui Koizumi in Inghilterra e Kawaishi in Francia.

Per l’Italia l’inviato Speciale Ufficiale ed unico che portò l’Insegnamento del JUDO fù il Maestro,Tadashi Koike 7° Dan che insegnò presso il KODOKAN Club di Milano,  al quale è stata dedicata la fondazione di questa Scuola  in San Zenone al Lambro.

Questo voleva chiarire per quanti, principianti e non, avevano del JUDO un’immagine confusa se non sbagliata e per consentire loro di apprezzare quanto fa di questo Sport qualcosa di superiore che non si identifica con la violenza e la forza fisica, ma con una filosofia ed un ‘etica di grande rispetto verso gli altri.

Jigoro Kano si spense nel 1938, in un periodo in cui purtroppo il Giappone, mosso da una nuova azione imperialista, si stava avviando verso la seconda guerra mondiale.

(Tratta da Kodokan Judo

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